| Dal corso del Po di Goro, fino alla foce del Reno, il Parco del Delta in territorio ferrarese è una vasta area incorniciata dal verde di boschi secolari, pinete e oasi che si alternano a testimonianze d'arte di somma bellezza, come l'Abbazia di Pomposa e la città di Comacchio con le sue lagune. Si tratta di un ambiente unico e sempre diverso, creato dall'acqua che lascia ovunque il proprio segno: acqua di fiume, di canale, di valle, di mare, acqua che non c'è più, sollevata e portata via in secoli di lavoro ostinato. Acqua che ha lasciato dietro di sé quello straordinario paesaggio che è la terra di bonifica. Terra
ed acqua disegnano luoghi dall'equilibrio fragile e delicato, tra emerso
e sommerso, luoghi a cui ogni stagione regala colori e profumi nuovi
e il cielo basso di pianura, segnato dal volo degli uccelli, strega
il visitatore e lo rende partecipe di un'esperienza irripetibile. In questo paesaggio, tra terra e acqua, la natura si mescola all'intervento dell'uomo, l'azione esercitata dal tempo a quella meticolosa degli abitanti, che nella loro secolare attività di bonifica hanno saputo creare un equilibrio armonico tra l'ambiente naturale da preservare e quello destinato a risorsa economica. Ecco perché il Delta del Po è stato definito "un eccezionale paesaggio culturale pianificato che conserva in modo notevole la sua forma originale", nella motivazione che lo inserisce nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. |
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Comacchio è il centro storico più originale e affascinante del Delta del Po. Sorse agli albori del Medio Evo su 13 isolotti, che il progressivo avanzamento della foce padana costruiva nelle valli, e fondò esclusivamente sull'acqua il proprio sviluppo urbano ed economico. Pesca, vallicoltura, lavorazione della canne e produzione del sale furono, infatti, la fonte della sua floridezza ed anche dei suoi rovesci, a causa degli impari conflitti che la opposero alla potente Venezia. Pochi chilometri a sud dell'abitato di Comacchio, si estendono le sue straordinarie Valli, un comprensorio di oltre 11.000 ettari di specchi d'acqua, dossi e saline che rappresentano ciò che resta dell'immensa laguna, da cui la città era circondata fino a cent'anni orsono. Lungo il percorso che conduce alle Valli, si trovano nelle aree bonificate i resti della pieve paleocristiana di Santa Maria in Padovetere e dell'abitato di Spina, emporio greco-etrusco fiorito tra il VI e III secolo a.C., i cui splendidi reperti sono custoditi al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara. Dalla
località Casone Foce si può accedere all'interno delle Valli
di Comacchio, visitabili seguendo un percorso guidato, a piedi o in motobarca,
facendo tappa in alcuni casoni da pesca ristrutturati a museo della vita
in laguna. |
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